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Autore : cesare
Data di Pubblicazione: 10/10/2006 19:21:15
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ID Articolo : 36
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Riparazione Alzacristalli
Il Famigerato alzacristalli Fiat-Lancia
Quando ci si trova al casello dell'Autostrada ed il finestrino non scende, è il caso di preoccuparsi.
In questo articolo spiegherò come sostituire il blocco di trascinamento dell'alzacristalli Fiat-Lancia, adottato in molte autovetture prodotte dal 1988 al 1996 circa.
Nello specifico, la sfortunata portiera - lato guidatore - è quella di una Lancia Dedra 1993 (il meccanismo è comunque identico in tutte le versioni).
Prima di avventurarsi nella disperata corsa allo smontaggio di tutti i pannelli, per poi arrivare al Kernel (cioè al motore elettrico, le cui caratteristiche rispecchiano l'instabilità di un Windows installato da qualche giorno
), e scoprire che il problema non è risolto, conviene procedere con cautela.
Controlliamo prima di tutto lo schema elettrico del circuito alzacristalli:
Le parti coinvolte nella nostra analisi sono: 80, 93 e 46. I primi due sono rispettivamente il motore sinistro e destro, mentre l'ultimo è la centralina di controllo. Di seguito è riportata la legenda dei componenti.
Questo ultimo schema mostra in modo più dettagliato le connessioni tra la centralina di controllo alzacristalli ed i motori elettrici (M72 è il SX e M21 è il DX).
Il problema riscontrato è che il finestrino scende e sale a tratti. Ovvero: premendo il pulsante di comando SU o GIU', il vetro scende o sale di due cm e poi si blocca tutto. Rilasciando il pulsante per qualche secondo e poi premendolo nuovamente, il vetro si muove ancora per 2 cm per poi bloccarsi di nuovo. Il sospetto quindi può ricadere su:
- Modulo di controllo vetri elettrici, detto anche "centralina elettronica alzacristalli" (non lo indico per primo perchè è più probabile, ma per deformazione professionale
); - Sovraccarico meccanico sul meccanismo di trascinamento;
- Motore elettrico in avaria.
Una prova immediata ed efficace consiste nel far pilotare il motore funzionante (in questo caso il DX) dalla sezione di centralina ipotizzata rotta (la SX in quanto il vetro non scende).
Perchè, invece, non bisogna invertire i motori (DX al posto di SX e viceversa)? La risposta è molto semplice ma non banale. Supponiamo che sia guasta una sezione di centralina. Se questa si è rotta a causa del cortocircuito del motore elettrico, invertendo i motori si provoca automaticamente un guasto sulla sezione funzionante della centralina.
Conseguenza: abbiamo guastato la seconda metà di centralina e non sappiamo ancora individuare la causa del problema. Operando invece come detto prima, ossia facendo pilotare il motore che sappiamo per certo che funziona, attraverso la sezione ipotizzata guasta, possiamo prevedere che:
- Se la sezione è funzionante, il motore (anch'esso funzionante) sicuramente gira, quindi il finestrino scende. In questo caso il guasto è sicuramente il motore oppure c'è un sovraccarico meccanico (una resistenza troppo elevata allo scorrimento del vetro);
- Se la sezione non è funzionante, il motore non girerà.
Nel primo caso, per sapere se il problema è un sovraccarico oppure è guasto il motore, occorrerà semplicemente provare a guidare il vetro con la mano, aiutandolo a salire o scendere. In questo caso si "abbatte" il sovraccarico meccanico. Se il problema è questo, il moto non si interrompe, quindi il problema sarà di un sovraccarico, quindi un gancio che si è spostato, un ramo nel finestrino, del grasso impastato delle guide ecc... Se anche guidando il vetro il motore si blocca, allora il guasto è sul motore elettrico.
Nel secondo caso, la controprova (veloce) è quella di far pilotare il motore del finestrino guasto (SX) dalla sezione funzionante di centralina (DX). Se il vetro scende e sale, si è certi che il problema è la centralina.
Finora non abbiamo smontato nulla. Invertire sezioni di centralina e motori non vuol dire smontare i due motori e metterli uno al posto dell'altro. Basta semplicemente invertire i fili sulla centralina. In particolare (nel nostro caso, dove il guasto è il finestrino SX):
- Scolleghiamo il connettore motori (4 poli)
- Colleghiamo sul connettore 2 spezzoni di filo in corrispondenza dei cavi Bianco/Rosso e Viola/Bianco.
- Ora colleghiamo questi due spezzoni al connettore fisso della centralina in modo che i fili volanti Bianco/Rosso e Viola/Bianco vadano rispettivamente sulle posizioni Viola/Giallo e Bianco/Verde. In pratica, Bianco/Rosso va al posto di Viola/Giallo e Viola/Bianco va al posto di Bianco/Verde.
In questo modo, siamo riusciti a scambiare i motori (per la verità uno solo, ma è quello che vogliamo) senza smontare due portiere. Già, ma la centralina dov'è? È vicino alla scatola dei fusibili. Occorrerà quindi rimuovere il pannello inferiore del cruscotto, quello che copre la scatola dei fusibili.
La centralina di comando degli alzacristalli è bianca, prodotta dalla Siemens. Eseguiamo la prova descritta sopra e vediamo cosa succede. Nel frattempo, visto che questa centralina è proprio a nostra disposizione, non possiamo resistere alla tentazione di smontarla e controllare le saldature. Nel caso si notino saldature fredde, specialmente sulle resistenze di shunt, occorre assolutamente ripassarle a tappeto nella zona circostante.
Nel nostro caso, "purtroppo" la centralina di controllo era a posto. Il sospetto sul motore, a questo punto diventa certezza. Occorre quindi, in questo caso, munirsi di grande pazienza ed affrontare il mostro: lo smontaggio ed il rimontaggio del meccanismo di trascinamento.
Una volta rimosso il pannello della portiera (5 viti), ci troveremo di fronte ad un secondo pannello composto da un materiale spugnoso. Si veda la foto che segue.
Con DELICATEZZA occorre rimuovere questa spugna. Arrivati a questo punto ci troveremo davanti alla lastra su cui è ancorato il motore elettrico con relativa cremagliera (il cui blocco verrà chiamato "Mostro" per brevità
)
Nella foto sopra si vede il motore elettrico, coperto da una mascherina di plastica, che toglieremo subito per agevolare le operazioni di smontaggio. La lastra è ancorata alla portiera mediante una dozzina di dadi e bulloni. Svitiamo tutto e riponiamo le parti in modo ordinato, magari accompagnandole con un foglietto dove verrà annotata la posizione precisa del pezzo. In tanto marasma,è difficile dimenticarsi qualcosa. Occorre fare attenzione anche ai ganci di plastica che sorreggono parte del blocco di trascinamento: essi sono ancorati dietro la lastra metallica, quindi poco visibili. Con l'aiuto di un cacciavite piatto e di una pinza col becco curvo si dovrebbe riuscire ad aprirli senza grosse difficoltà.
Quando tutti i dadi e le viti sono stati rimossi, il pannello metallico può essere estratto. Si giungerà così a diretto contatto con il mostro. Come si vede dalla foto sotto, parte del meccanismo (la parte verticale) è dietro ad un nylon. Questo nylon serve per non fare entrare acqua piovana nel motore elettrico. Occorre non assolutamente non rimuovere questo nylon e fare attenzione a non strapparlo, poichè è importante.
Annotiamo, anche qui, i punti di attacco del nylon al telaio: qualche disegno servirà nella fase di montaggio.
Ora bisogna estrarre il Mostro. Non esce? Certo, è ancorato al vetro! Bisogna estrarre il gancio della cremagliera, altrimenti si tira, si tira, si tira e... clang!! Si rompe il vetro.
L'ancoraggio della cremagliera al vetro è composto da un gancio a pressione che entra in un foro eseguito nella parte inferiore del vetro. Per sicurezza, attorno al gancio (di plastica), dalla parte esterna del vetro, è applicato un secondo gancio di plastica a forma di molletta. Quindi, nella fase di estrazione si inizierà rimuovendo questa molletta, poi si procederà nell'espulsione del gancio dal vetro.
Questa è un della fasi più delicate poichè, come sapete, il vetro non perdona. La posizione è scomoda, il vetro pesa, il motore si muove ed il gancio non si vede. Uno specchietto aiuta, quanto meno per farsi un'idea della forma del gancio e quindi di come e dove fare pressione. Muoviamo tutto adagio, adagio. Più che la pressione, al vetro dà fastidio la flessione da momento flettente/torcente, ed il gancio a nostra disposizione è perfetto per poterlo fare.
Una volta estratto il gancio del Mostro, non facciamoci prendere dall'entusiasmo. Preoccupiamoci prima di tutto del vetro: accompagnamolo delicatamente verso la parte inferiore della portiera. Dopo afferriamo il mostro, colleghiamolo al circuito tramite il suo connettore e proviamo ad azionare i pulsanti di avanzamento. Questa operazione dovrebbe decretare definitivamente il guasto. Se però il gancio della cremagliera si muove senza problemi, anche opponendo una discreta forza, allora il guasto può risiedere nelle guide del vetro, o in qualsiasi elemento che pregiudica il fluido scorrimento del finestrino.
Nel nostro caso, neanche a dirlo, il guasto era il Mostro. Il centro ricambi mi informa che il prezzo (ovviamente dell'intero blocco) è di circa 250 €. Dopo la mia esclamazione, non riportabile, mi salta subito alla memoria la figura dello "Sfasciacarrozze": Dio ce li conservi tutti. Con 30 € ne ho recuperato uno usato, ma in perfetto stato. Per chi volesse cimentarsi in ricambi non originali (o forse si, non si vede la foto), consiglio questo sito: www.autoricambi.net . I prezzi sono molto buoni.
Arrivati fin qui, il meno è fatto
.
Con il ricambio in mano, prima di tutto proviamolo, e con modesta soddisfazione dovremmo verificare che il cursore sale e scende.
Per prima cosa occorre inserire il gancio del Mostro nel vetro, ed anche qui valgono le raccomandazioni di prima. Ovviamente, prima verrà inserito il gancio, poi la molletta di sicurezza. Posto il motore nella posizione approssimativamente definitiva, assicuriamoci che il gancio abbia un discreto gioco col finestrino: il gancio deve poter basculare attorno all'asse perpendicolare e parallelo della cremagliera. Questo parametro dovrà essere controllato fino alla fine del lavoro. Se non ci fosse il gioco, infatti, significherebbe che il vetro è sottoposto ad un momento flettente: DANGER! Il gioco deve esserci sempre, qualsiasi sia la posizione (verticale) assunta dal vetro.
Inserito il gancio, iniziamo a rimontare il tutto applicando il pannello metallico. Se siete fortunati, andrà tutto liscio. Nel nostro caso, come in tanti altri, gioca a sfavore la tolleranza di fabbricazione del Mostro: la cremagliera originaria ha una curvatura leggermente diversa dal ricambio, e diversa (qualche mm) è pure la lunghezza della parte orizzontale della cremagliera. Pochi mm bastano per far si che il Mostro non si entri in nessun modo nella zona limitrofa al blocco della chiusura centralizzata.
Se riscontrate questa piccolo inconveniente, le cose da fare sono 3:
- rimanere calmi;
- bere un bicchiere d'acqua facendo due passi per fare in modo che la colonna vertebrale non risenta dell'effetto memoria (chini per ore
) - Sperare di esser bravi col Dremel.
Col Dremel (o qualsiasi altro trapano agile) ed utilizzando l'utensile da taglio, modelliamo la lamiera e/o le parti plastiche interessate in modo che il Mostro entri senza trovare resistenze.
Attenzione però a non "segare" parti importanti.
Con calma si procede quindi al serraggio dei bulloni e viti, controllando sempre di non dimenticare nulla ed il gioco del gancio, quindi alla chiusura dei pannelli.
Cesare







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